Vini Bellunesi

Kristian Ghedina testimonial dei vini bellunesi al Vinitaly

Nello stand di Confagricoltura il grande discesista ampezzano farà scoprire la realtà vitivinicola del territorio dolomitico.
Guarnieri, consorzio Coste del Feltrino: “Avviate le pratiche per chiedere la doc”

vini bellunesi Vinitaly 2018Sarà Kristian Ghedina il testimonial dei vini bellunesi al Vinitaly che si apre domenica prossima a Verona. Il grande discesista ampezzano sarà infatti ospite dello stand di Confagricoltura insieme all’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, alla presentazione della “Viticoltura eroica nel Bellunese”, che si svolgerà martedì 9 aprile alle 12 nello stand E2-E3/F2-F3 del padiglione della tensostruttura D in fiera.

Ghedina non è solo un campione, con il record italiano di vittorie in discesa libera in Coppa del mondo eguagliato in marzo da Dominik Paris, ma è anche un grande appassionato di agricoltura. Con la famiglia conduce infatti un’azienda agricola a Cortina, con una stalla di vacche da latte e un agriturismo Jaegerhaus con prodotti biologici. Prima dell’incontro sui vini Ghedina parlerà alle 11, sempre nello stand di Confagricoltura, anche dei mondiali 2021 e della candidatura per le Olimpiadi 2026 di Cortina, di cui è un grande sostenitore.

Dei vini eroici parleranno invece Enzo Guarnieri, presidente del Consorzio di tutela Coste del Feltrino e Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno, alla presenza del presidente regionale di Confagricoltura Lodovico Giustiniani. Saranno presenti cinque cantine del Feltrino che si contraddistinguono per la cosiddetta viticoltura eroica, cioè legata alle forti pendenze e alla manualità delle lavorazioni, che ha lo scopo di recuperare terreni che altrimenti resterebbero incolti e abbandonati. Un’attività che si sta molto sviluppando in questi anni non solo in Valbelluna, ma anche sulle montagne della sinistra Piave da Mel a Lentiai e sull’altopiano dell’Alpago.

“Non si tratta solo di poesia, ma di vera e propria attività economica – spiega Enzo Guarnieri –. C’è molto fermento attorno alla viticoltura eroica, sia da parte dei produttori che sono in continua crescita, sia da parte degli esperti e degli addetti ai lavori, che apprezzano la tipicità e la qualità di queste produzioni. Anche i ristoranti di alto livello cominciano a conoscere questo fenomeno di nicchia e a richiedere le nostre bottiglie sulle loro tavole. Noi ci crediamo fortemente. Nel consorzio ci sono 12 aziende, per un totale di 30 ettari e 1.500 ettolitri di vino all’anno, numeri che ci hanno consentito di avviare le pratiche per chiedere la doc, che si chiamerà Coste del Feltrino. Un iter complesso, ma abbiamo tutte le carte in regola e puntiamo dritti all’obiettivo”.

Quest’anno al Vinitaly ci saranno alcune cantine nuove rispetto alla scorsa edizione. Ci sarà l’azienda Al Tor di Mario Borsa, di Pedavena, che produce un ottimo passito rosso; l’azienda De Bacco di Seren del Grappa, che produce rossi e spumanti ai piedi delle Dolomiti; la Bonan di Fonzaso, che ha tra le sue perle il Puster bianco (bianco sur lie e Pinot bianco); la Guarnieri di Feltre, con vini aromatici e gradazione alcolica a standard elevato; e la Pian delle Vette di Feltre, con Brut e rossi dal sentore di fragoline di bosco. Le aziende recuperano varietà autoctone come Bianchetta, Pavana Gata, Turca e alcune varietà internazionali che stanno dando buoni risultati nel territorio bellunese, simile al Trentino, come Pinot, Chardonnay, Merlot, Traminer aromatico e Manzoni bianco.

“Continuiamo a lavorare per migliorare sempre di più le produzioni, anche con vinificazioni differenti – sottolinea Guarnieri -. Vediamo con favore anche la diffusione delle viti resistenti, che possono facilitare il compito di difendere le viti dagli attacchi dei parassiti dato che, a certe altitudini, i trattamenti sono difficili da effettuare. Nel prossimo futuro cercheremo di integrare sempre di più le nostre produzioni con l’attività della sostenibilità ambientale, potenziando il progetto che punta a portare le api nei vigneti e anche aumentando il numero di soci che hanno ottenuto la certificazione Sqnpi, riconoscimento ministeriale dato alle cantine che adottano strategie e soluzioni agronomiche nell’ottica di un minor impatto ambientale”.

Secondo i dati di Veneto Agricoltura relativi alla vendemmia 2018, nel Bellunese la superficie vitata è salita a 198,34 ettari rispetto ai 167,67 ettari del 2017, in gran parte a bacca bianca (74,49). Ancora in crescita la varietà Glera, con 62,18 ettari (+ 9,51%), lo Chardonnay con 26,73 (+ 4,4%) e il Pinot Grigio con 11,49 (+ 4,24%).