Aviaria, una sfida strutturale
Vaccinazione necessaria ma complementare alle biosicurezze e resta il problema della disinformazione
Si è svolto giovedì 15 ottobre 2026, presso la sede di Confagricoltura Padova, il seminario «Aviaria, vaccini e futuro dell'avicoltura», dedicato alle nuove strategie preventive e al piano vaccinale per il controllo dell’influenza aviaria. Dopo il benvenuto della presidente di Confagricoltura Padova, Alessandra Da Porto, e del presidente della Sezione di prodotto allevamenti avicoli, Emanuele Peruffo, è intervenuto il dott. Calogero Terregino, direttore della Struttura Complessa SCS6 dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe).
Il virus ad alta patogenicità A(H5Nx) circola stabilmente dal 2020 tra gli uccelli selvatici e l’Italia, lungo le rotte migratorie, resta molto esposta. Cresce il numero di specie serbatoio, come l’ibis sacro africano e gli aironi guardabuoi, e il virus tende a passare ad altre specie, come accaduto in Olanda con bovine da latte al pascolo. Gli esperti hanno ribadito che il consumo di carni avicole e uova non comporta alcun rischio per l’uomo.
Accanto alle misure di biosicurezza serve una strategia vaccinale, complementare e non sostitutiva, con la sorveglianza prevista dal Regolamento UE 2023/361. Il vaccino, vettorizzato sull’herpesvirus del tacchino e somministrato in incubatoio, permette di distinguere gli animali vaccinati da quelli entrati in contatto con il virus senza alterare lo stato sanitario ufficiale del Paese. Il piano pilota, partito a maggio in cinque allevamenti tra tacchini e ovaiole, ne ha confermato efficacia e tracciabilità.
La vera sfida è ora la corretta informazione: la disinformazione online alimenta timori ingiustificati nei consumatori. Francia e Danimarca vaccinano già, Olanda e Regno Unito si preparano, Germania e Stati Uniti valutano le ripercussioni sull’export. Il senatore Luca De Carlo, presidente della 9ª Commissione del Senato, ha ricordato il sostegno europeo alla sperimentazione e che quella delle carni avicole è l’unica filiera zootecnica italiana interamente autosufficiente. In chiusura Simone Menesello, presidente della Federazione nazionale di prodotto avicola di Confagricoltura, si è impegnato a portare le istanze emerse ai ministeri competenti.
