Guiotto, presidente Agriturist: “Non abbiamo neanche avuto richieste da medici e infermieri.
Azzerate le prenotazioni straniere per l’estate. Speriamo di recuperare un po’ con gli italiani”

Belluno, 23 aprile 2020 – Le stanze sono rimaste vuote a Pasqua e così sarà pure per i prossimi ponti del 25 aprile e del 1° maggio. L’emergenza coronavirus sta mettendo in ginocchio i 130 agriturismi della provincia bellunese, che si trovano con le strutture chiuse da quasi due mesi, con la prospettiva di essere penalizzati anche con l’attività durante l’estate. Per ora niente scampagnate all’aperto, niente escursioni in bicicletta e gite con i cavalli, stop ai banchetti per matrimoni e comunioni, stop anche alle fattorie didattiche.

“Siamo tutti chiusi, perché non abbiamo neppure avuto richieste da personale impegnato in prima linea nella lotta al coronavirus, come medici e infermieri, dato che nel Bellunese i ricoveri sono più contenuti – spiega Massimiliano Guiotto presidente di Agriturist Belluno, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura, titolare dell’agriturismo Zugni Tauri de Mezzan a Grum di Villabruna . “Purtroppo è un tonfo per i nostri bilanci aziendali. La Pasqua dava il lancio alla stagione turistica e fino al 1° maggio erano 20 giorni di fuoco. Quest’anno invece abbiamo le strutture vuote e le previsioni per l’estate non sono rosee. Chi lavorava con il mercato turistico straniero ha visto azzerate tutte le prenotazioni. Ancora non sappiamo se riapriremo e quando, e con quali indicazioni sulle distanze e sulle sanificazioni. Alla ripresa prevediamo di lavorare con un mercato regionale, dato che presumibilmente saranno previsti solo spostamenti all’interno della regione, e poi magari su scala nazionale in luglio e agosto. Pensiamo che tante saranno le persone e le famiglie che scapperanno dalla città per cercare di ricaricarsi in mezzo alla natura, passeggiando in campagna o tra i boschi, dove non ci saranno le restrizioni di cui si parla: vedi tende, cupole o plexiglass di cui si parla per le spiagge. Ci auguriamo tanto di poter recuperare, perché ora i danni sono quasi totali”.

L’unica attività consentita, che ha dato un po’ di ossigeno a chi fa ristorazione, è stata la consegna di pasti e prodotti aziendali a domicilio. Il portale su confagricolturabelluno.it, dove si possono trovare i più svariati prodotti di una ventina di aziende agricole e ordinare, ha avuto un buon successo. E anche durante i prossimi ponti del 25 aprile e del 1° maggio sarà possibile di nuovo ordinare pasti pronti a base di agnello d’Alpago, casunziei, formaggi e affetati nostrani. “I nostri agriturismi stanno cercando di darsi da fare come possono, però la consegna a domicilio è un’attività marginale rispetto al resto – ragiona Guiotto -, anche se si sta rivelando utile anche per rifornire chi non può o non vuole muoversi da casa. Però per chi, in questi anni, ha puntato tutto sull’agriturismo, si tratta di una goccia nel mare. Questo deve farci riflettere sul futuro. Chi si è sbilanciato troppo sull’agriturismo rischia molto di più di chi diversifica. Del resto l’agriturismo, in origine, aveva una preponderante componente agricola. Noi, ad esempio, al Zugni Tauri de Mezzan coltiviamo mais, soia, sorgo, patate e abbiamo pure un ettaro a vigneto. Stiamo perciò continuando a lavorare e a vendere i nostri prodotti. Ricordiamocelo: l’attività agricola deve essere la base della nostra attività turistica. E con quello ci potremo sempre salvare, anche durante un’emergenza gravissima come questa”.