Regione, sì al tavolo per la difesa del latte veneto

Curto, presidente del lattiero caseario di Confagricoltura Veneto: “Monitoraggio sulle industrie che producono formaggi made in Italy con latte comprato a basso prezzo all’estero”

Confagricoltura Veneto esprime apprezzamento per le misure avanzate oggi dall’assessore regionale all’agricoltura, Giuseppe Pan, nel tavolo regionale che si è svolto a Mestre sulla gravissima situazione del settore lattiero caseario.
Il tavolo è stato un importante momento di confronto in quanto ha riunito tutti gli attori della filiera: tutte le associazioni agricole, le principali cooperative (Lattebusche, Latterie Vicentine, Latteria di Solido e altre realtà venete), l’associazione dei produttori di latte veneti Aprolav, le industrie di trasformazione come Unindustria ed enti agricoli come Veneto Agricoltura e Avepa.
Tra le misure più importanti annunciate dall’assessore Pan, Confagricoltura ritiene lodevole l’istituzione di un tavolo permanente sul latte, con tutti gli attori della filiera, che monitorerà la provenienza del prodotto utilizzato dalle industrie di trasformazione. Lo scopo è quello di impedire la speculazione in atto, che vede l’acquisto di latte straniero a basso costo per la produzione di formaggi e altri prodotti lattiero caseari con l’etichetta made in Italy.
“Apprezziamo la presa di posizione decisa e concreta della Regione su una situazione che l’assessore non ha esitato a definire, giustamente, catastrofica – dice Fabio Curto, presidente del settore lattiero caseario di Confagricoltura Veneto -. Il tavolo, al quale parteciperanno produttori, industrie di trasformazione e organismi di controllo come Avepa, dovrà rendicontare quanto latte estero entra in Veneto e se i prodotti che si fregiano della dicitura “made in Italy” vengano fatti realmente con latte nostrano. L’alzata di scudi dell’assessore è particolarmente importante in questo mese che vede la fine dell’accordo trimestrale del ministero con l’industria sul prezzo del latte fissato a 35 centesimi e di conseguenza la corsa di industrie di trasformazione e caseifici ad acquistare il latte venduto a 25 centesimi nel Nord Europa a causa della sovrapproduzione di prodotto. Il rischio è che molte delle nostre stalle venete si trovino da un giorno all’altro a piedi, senza più la possibilità di vendere il loro latte”.
Confagricoltura Veneto apprezza altre iniziative di sostegno ai produttori veneti prospettate da Pan sia a livello regionale, sia nazionale. “Positivo il bando annunciato di un milione di euro per il settore, che andrà a sostegno dell’intervento bancario in conto interessi – sottolinea Curto -. Si tratterà di qualche migliaio di euro per azienda, che non saranno risolutivi ma saranno comunque un piccolo aiuto immediato per aziende che stanno faticando a chiudere i bilanci. Infine plaudiamo alla possibilità futura di incentivare, con il Psr o piani integrati di filiera, le aziende che lavorano su filiere totalmente italiane: un modo concreto per premiare chi sostiene la produzione veneta, facendone una questione etica prima che economica”.
Secondo i dati Ismea la fine delle quote latte ha portato ad una sovrapproduzione in tutta Europa. Nel 2015 si segnala un forte aumento delle produzioni rispetto al 2014 dell’Irlanda (+ 13,29%), dell’Olanda (+ 6,84%), del Regno Unito (+ 2,46%) e della Germania (+1,6%). L’Italia segna un moderato rialzo dello 1 %. “Negli ultimi tre mesi abbiamo perso in Veneto altre centinaia di stalle, scendendo sotto quota 3000 rispetto alle 3.131 del 31 dicembre 2015 – avverte Curto -. Perciò diciamo che queste misure sono positive, ma non bastano: serve un’azione energica del ministero in ambito comunitario per riequilibrare la produzione di latte e altre misure come promozione del made in Italy e l’aggregazione di filiera”.